LA VERA EDUCAZIONE AL BENESSERE

LA VERA EDUCAZIONE AL BENESSERE

IMPARARE A LEGGERE I CONTENUTI

Nel flusso continuo dei social network, siamo esposti ogni giorno a centinaia di contenuti che parlano di benessere, alimentazione, corpo e salute. Alcuni sono firmati da professionisti, altri da persone che raccontano la propria esperienza. In questo scenario, il vero problema non è stabilire chi abbia diritto di parola, ma imparare a leggere ciò che ci viene proposto.

La consapevolezza non nasce dal giudizio, ma dalla comprensione dei meccanismi comunicativi.

PERCHÉ I CONTENUTI FUNZIONANO QUANDO SONO EMOTIVI

Molti messaggi sul benessere risultano convincenti non perché siano solidi dal punto di vista scientifico, ma perché sono costruiti secondo logiche precise del Digital Marketing.

Logiche che non sono sbagliate in sé, ma che diventano problematiche quando vengono scambiate per informazione.

Un contenuto efficace è spesso:

sempliceemotivo – rassicurante

La scienza, al contrario, è:

complessa, prudente e raramente definitiva.

Questa differenza strutturale spiega perché alcuni messaggi “funzionano” molto meglio di altri, indipendentemente dalla loro accuratezza.

QUANDO IL SEMPLIFICARE DIVENTA DISTORSIONE

Semplificare è necessario per comunicare.

Ma semplificare non significa eliminare la complessità.

Nei contenuti sul benessere, la linea tra chiarezza e distorsione è sottile.

Un messaggio che: non cita mai limiti, non parla di variabilità individuale e non ammette eccezioni non è necessariamente falso, ma è incompleto.

Ed è proprio l’incompletezza, quando non dichiarata, a creare fraintendimenti.

Il Digital Marketing lavora per ridurre l’incertezza. La scienza, invece, lavora dentro l’incertezza. Quando queste due logiche si sovrappongono, il risultato è un contenuto che sembra scientifico, ma che in realtà è costruito per orientare una scelta.

In questo caso, il lettore non viene messo nelle condizioni di comprendere, ma di aderire. Non gli viene chiesto di valutare, ma di fidarsi.

CHE COSA VUOL DIRE “EDUCARE AL BENESSERE”?

Educare al benessere oggi significa soprattutto educare alla lettura dei messaggi.

Significa fornire strumenti per orientarsi, non indicare scorciatoie.

Significa restituire complessità a temi che, per loro natura, non possono essere ridotti a formule rapide.

La conoscenza non ha bisogno di essere urlata.

Ha bisogno di tempo, contesto e soprattutto di tanta responsabilità.

CONCLUSIONE

Nel mondo dei social, non tutto ciò che appare chiaro è vero, e non tutto ciò che è complesso è inutile. Imparare a leggere i contenuti sul benessere è un atto di responsabilità molto importante, prima ancora che di informazione.

Perché la vera tutela non nasce dal silenziare le voci, ma dal saperle interpretare con giusta causa!

Articolo a cura della Dott.ssa Anna Maria Giretti, Consulente Alimentare e Quality Specialist.

Fondatrice del “Diario di una Gastronoma” e autrice del “Social Editoriale del Gusto”.

In questo spazio accompagno le persone e le aziende nel mondo del cibo con un approccio scientifico ma umano, dove cultura e benessere si incontrano ogni giorno a tavola!

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sono la Dott.ssa Anna Maria Giretti

Consulente Alimentare e Quality Specialist con una laurea in Scienze Gastronomiche!

Ho creato questo piccolo spazio per raccontare il cibo tra scienza, gusto e consapevolezza!

Nasce così il “Social Editoriale del Gusto“, dove ogni articolo diventa un invito a scoprire qualcosa che ti farà stare bene, il tutto condito con equilibrio, curiosità e un pizzico di meraviglia!

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